Storia

Radici

Le fondatrici Caterina e Giuditta Cittadini

Caterina e Giuditta Cittadini hanno dato origine a un'opera educativa nata a Bergamo e fiorita a Somasca, oggi viva nella missione delle Suore Orsoline in Italia e nel mondo.

  1. 1801

    Caterina nasce a Bergamo il 28 settembre da Giovanni Battista e Margherita Lanzani; viene battezzata il 30 settembre nella chiesa di San Alessandro in Colonna.

  2. 1808

    Orfana di madre e abbandonata dal padre, Caterina e la sorella Giuditta (nata nel 1803) sono accolte nell'orfanotrofio del Conventino di Bergamo, dove maturano fede, carità e senso del dovere.

  3. 1823

    Dopo il diploma di maestra elementare, Caterina lascia il Conventino e si trasferisce con Giuditta dai cugini sacerdoti Giovanni e Antonio Cittadini a Calolzio.

  4. 1826

    Le sorelle si stabiliscono a Somasca e acquistano uno stabile che diventerà sede dell'educandato e, in seguito, dell'istituto religioso delle Suore Orsoline.

  5. 1832

    Nasce la scuola privata «Cittadini»; nel 1836 l'Educandato, affidato alla guida di Giuditta, accoglie fanciulle orfane o impossibilitate a frequentare la scuola comunale.

  6. 1844

    Caterina stipula con tre compagne uno strumento di società che anticipa le caratteristiche dell'istituto religioso, per dare stabilità civile all'opera.

  7. 1857

    Caterina muore il 5 maggio, lasciando un esempio di maturità spirituale. Il 14 dicembre dello stesso anno arriva il decreto di erezione canonica dell'Istituto.

  8. 1927

    L'Istituto riceve il riconoscimento pontificio.

  9. 2001

    Il 29 aprile Caterina Cittadini viene proclamata Beata, dopo il decreto sulla eroicità delle virtù del 17 dicembre 1996.

Sotto la guida del priore don Giuseppe Brena, Caterina vive al Conventino un'intensa esperienza cristiana che forma in lei una fede robusta, la confidenza nel Signore, la devozione mariana e una grande responsabilità nel lavoro quotidiano.

L'attenzione verso le più fragili spinge Caterina ad ampliare l'opera benefica con grandi sacrifici, accogliendo fanciulle orfane o provenienti da paesi lontani, impossibilitate a frequentare la scuola comunale.

Le testimonianze dell'epoca sottolineano la qualità della formazione impartita: le educande crescevano nelle virtù religiose, morali e civili e molte portarono frutto nelle proprie comunità, aprendo o rinnovando scuole nei paesi d'origine.

Nel 1845, dopo la morte prematura di Giuditta, Caterina lascia l'insegnamento nella scuola comunale per dedicarsi interamente all'educandato, alla cura delle orfane e alla guida delle compagne.

Nei primi decenni l'apostolato educativo si concentra a Somasca e a Ponte San Pietro. Dal 1902 l'Istituto si estende in Italia e oltre confine: oggi le Suore Orsoline operano anche in Svizzera, Belgio, America Latina e Asia.

La prova più convincente dell'ottima istruzione impartito dalle maestre è la costante floridezza del convitto e la virtù delle allieve, che portarono beneficio ai propri paesi aprendo o rinnovando scuole con grande frutto per la moralità.

Testimonianza contemporanea citata nella storia dell'Istituto

Metodo

La pedagogia educativa

Nel progetto di Caterina e Giuditta la visione educativa si fonda sui principi evangelici dell'amore, della dedizione e dell'incontro con l'altro, con la persona protagonista di un disegno che guarda alla dignità umana e al fine soprannaturale della vita.

Sarà loro cura il piantare nelle tenere anime delle fanciulle i semi delle principali e fondamentali virtù… Nulla tralasceranno di ciò che può contribuire al loro vantaggio spirituale e temporale… Non dimentichino mai le Sorelle che la coltura delle giovani è obbligo speciale del loro Istituto.

Regole manoscritte, 1855

Lo spirito dell'arte pedagogica delle fondatrici è evangelico: amore, abbandono, «farsi tutta a tutte» con cuore di madre. Educare e alfabetizzare avviene con esempio di vita e stile familiare, in equilibrio tra preghiera, ascetismo e operatività formativa.

Caterina e Giuditta scelgono l'animazione come stile educativo: scoprire e valorizzare il bene insito in ciascuno, favorendo crescita di coscienza, libertà e responsabilità. Contano l'intensità di partecipazione e gli atteggiamenti che rendono la persona agente del proprio cammino.

Vicinanza

Essere accanto con attenzione personalizzata, tenendo conto di età, temperamento e disposizioni di ciascuna.

Gesto

Comunicare valori anche attraverso l'esempio quotidiano e la cura concreta delle relazioni educative.

Parola

Guidare con dolcezza ed energia, correggendo le colpe e orientando le giovani menti verso Dio.

Per le fondatrici essere maestre non era soltanto una professione, ma la forma concreta di un dono totale di sé: trasmettere entusiasmo, suscitare sete di apprendere e aprire orizzonti anche attraverso la lettura e la scrittura.

Educare secondo questo stile non si improvvisa: richiede il carisma della relazione, la capacità di ascoltare, una conoscenza attenta della persona, senso di appartenenza alla Chiesa e alla comunità umana, equilibrio e disponibilità a un servizio vissuto come missione.

Era bello vederla tutta amabilità e compostezza starsi in mezzo a quelle vispe fanciulle nella scuola, cercando di sminuzzare e chiarire le nozioni d'ogni materia… Approfittava d'ogni occasione per indirizzare a Dio quei teneri cuori… Era attenta ed accortissima, sapeva tener conto dell'età, del temperamento, delle varie disposizioni di ciascuna.

Documenti delle Origini

Le maestre riuscivano evidentemente a trasmettere alle allieve il proprio entusiasmo, suscitavano in loro la sete di apprendere; facevano intuire quali orizzonti sconfinati potevano aprirsi davanti ai loro occhi anche solo imparando a leggere e a scrivere.

Sara Regina, Maternità educativa